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mercoledì 1 settembre 2010

BRUTTA AVVENTURA A VERONA PER ALCUNI TIFOSI COMASCHI.

Il Como c’è, il tifo no

Bel Como, bella e importante vittoria. Importante innanzitutto perché è la prima di un lungo e difficile campionato; inoltre importante perché è meglio stare il più vicino alla zona che conta, tanto sognare senza illudersi non costa nulla. Sufficienza per tutti i protagonisti della vittoria (così si può leggere sul quotidiano cittadino) e su di tutti spuntano i nomi di Riva (autore delle due reti) e Morandi (all’esordio in biancoazzurro). Se fosse tutto qui ci sarebbero i presupposti per parlare d’altro e per pensare ai grandi affari del calciomercato, mai vivo come quest’anno al fotofinish. Poi ti capita sentire nell’aria storie di tifosi bloccati nel parcheggio del Bentegodi e di biglietti per l’ingresso non venduti. Allora la curiosità ti porta a cercare notizie sulla rete, ma giustamente chi è interessato a dare spazio alla Prima Divisione. Allora ti affidi a siti delle società sportive, ma anche in questi casi ci si limita alla cronaca, alle pagelle e ai commenti post-gara. Allora l’alternativa è andare a cercare informazioni tra i “cattivi” della situazione. E capita di trovarsi a leggere su blog di ultras, che qualcosa a Verona non è andato come doveva andare. Non sul campo, non si parla di tattiche o di schemi. Si parla di “Tifoseria”, si parla di “Tessera del tifoso”. Il post riporta di tifosi (senza tessera del tifoso) tenuti all’interno dei cancelli dello stadio senza potere assistere alla partita; di biglietti per la zona “distinti” non venduti e di “gente” che non fa quello per cui percepisce lo stipendio. Ora ci si aspetta chiarezza, visto che queste sono indiscrezioni, non facciamo commenti, limitiamoci a raccontare dei fatti che vanno verificati. Ma se questa fosse la realtà dei fatti chiediamoci se il calcio possa essere ancora uno spettacolo, anche senza tifo.

Luca Del Buono

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