ALESSANDRIA: Servili, Pucino, Romeo, Cammaroto, Bonomi, Negrini, Camillucci (38'st Damonte), Segarelli, Cuneaz (22'st Machado), Martini, Artico (24'st Scappini). A disposizione: Colombi, Ciancio, Ghinassi, Pasino. All. Sarri.
COMO: Castelli, Maggioni, Magli, Conti, Licata, Riva, Ardito, Morandi (30'st Franco), Fortunato, Maah (38'st Villar), Scardina (19'st Rossini). A disposizione: Tornaghi, Filipe, Fautario, Da Dalt. All. Garavaglia-Brevi.
Il Como scende in campo al Moccagatta di Alessandria ancora una volta con una fisionomia tattica nuova: mister Garavaglia decide di schierare un 4-3-1-2 con una vera diga a metà campo formata da Ardito, Riva e Morandi, rinunciando quindi alla spinta degli esterni che sembrava fosse una prerogativa di questa squadra data l’abbondanza numerica di giocatori in quel ruolo e le indicazioni delle prime tre giornate, che avevavano visto il Como scendere in campo sempre con una trequarti campo molto votata all’attacco sia per vie centrali che laterali. Nuovo anche il tandem d’attacco, formato dalla coppia Scardina-Maah (quest’ultimo si è legato al Como proprio la settimana scorsa) a causa dell’infortunio occorso a Cozzolino in settimana. In difesa Conti sostituisce Bossa infortunatosi nel riscaldamento. Molta curiosità infine per Filipe e Rossigni entrambi presenti in panchina.
Parte forte l’Alessandria che, spinta dai 1500 circa del Moccagatta, cerca subito il vantaggio, e al 4' colpisce con Martini il palo, a Castelli battuto. Sul ribaltamento di fronte, Maah mette in mostra tutta la sua velocità ed esplode un diagonale che si perde sul fondo di circa mezzo metro; lo stesso Maah, pochi minuti più tardi spreca una buona occasione per portare in vantaggio il Como facendosi ipnotizzare dal portiere avversario nell’uno contro uno. Da questo momento in poi la partita vive una fase noiosa, con pochi sussulti (da segnalare un miracolo di Castelli alla mezzora). Proprio allo scadere del primo tempo i lariani trovano la via del gol con Magli, che insacca di testa da calcio d’angolo, ma l’arbitro annulla per un fallo precedente.
Il secondo tempo inizia con gli stessi protagonisti in campo e con la linea-guida che aveva caratterizzato il primo tempo: i locali sono quasi esclusivamente pericolosi con Martini, e gli azzurri cercano di creare pericoli sfruttando la velocità di Maah e qualche svarione difensivo della retroguardia alessandrina. Da segnalare al 19' il debutto in maglia azzurra di Fausto Rossini, attaccante sul quale società e tifosi hanno grandi aspettative. E proprio l’ex atalantino avvia un contropiede velocissimo del Como che però non si concretizza a causa di Maah, che, cercando il tocco a giro, calcia fuori a tu per tu con l’estremo difensore locale. Negli ultimi 10 minuti del match, però, è l’Alessandria a mettere alle strette il Como cercando la via del gol negato da una buona prestazione difensiva e da un superlativo Castelli, sempre più leader e affidabile.
Tutto sommato il Como guadagna un buon punto su un campo ostico, contro una formazione che, a nostro giudizio si è mostrata qualitativamente inferiore all’11 lariano e che si è affidata solo agli spunti di un ottimo Martini, decisamente il migliore in campo dei suoi. L’impressione è, però, che questo Como sia ancora un cantiere aperto, con un modulo non ancora definito e una formazione titolare ancora non del tutto sicura, almeno dalla metà campo in su.
Freddi Sinistro
COMO: Castelli, Maggioni, Magli, Conti, Licata, Riva, Ardito, Morandi (30'st Franco), Fortunato, Maah (38'st Villar), Scardina (19'st Rossini). A disposizione: Tornaghi, Filipe, Fautario, Da Dalt. All. Garavaglia-Brevi.
Il Como scende in campo al Moccagatta di Alessandria ancora una volta con una fisionomia tattica nuova: mister Garavaglia decide di schierare un 4-3-1-2 con una vera diga a metà campo formata da Ardito, Riva e Morandi, rinunciando quindi alla spinta degli esterni che sembrava fosse una prerogativa di questa squadra data l’abbondanza numerica di giocatori in quel ruolo e le indicazioni delle prime tre giornate, che avevavano visto il Como scendere in campo sempre con una trequarti campo molto votata all’attacco sia per vie centrali che laterali. Nuovo anche il tandem d’attacco, formato dalla coppia Scardina-Maah (quest’ultimo si è legato al Como proprio la settimana scorsa) a causa dell’infortunio occorso a Cozzolino in settimana. In difesa Conti sostituisce Bossa infortunatosi nel riscaldamento. Molta curiosità infine per Filipe e Rossigni entrambi presenti in panchina.
Parte forte l’Alessandria che, spinta dai 1500 circa del Moccagatta, cerca subito il vantaggio, e al 4' colpisce con Martini il palo, a Castelli battuto. Sul ribaltamento di fronte, Maah mette in mostra tutta la sua velocità ed esplode un diagonale che si perde sul fondo di circa mezzo metro; lo stesso Maah, pochi minuti più tardi spreca una buona occasione per portare in vantaggio il Como facendosi ipnotizzare dal portiere avversario nell’uno contro uno. Da questo momento in poi la partita vive una fase noiosa, con pochi sussulti (da segnalare un miracolo di Castelli alla mezzora). Proprio allo scadere del primo tempo i lariani trovano la via del gol con Magli, che insacca di testa da calcio d’angolo, ma l’arbitro annulla per un fallo precedente.
Il secondo tempo inizia con gli stessi protagonisti in campo e con la linea-guida che aveva caratterizzato il primo tempo: i locali sono quasi esclusivamente pericolosi con Martini, e gli azzurri cercano di creare pericoli sfruttando la velocità di Maah e qualche svarione difensivo della retroguardia alessandrina. Da segnalare al 19' il debutto in maglia azzurra di Fausto Rossini, attaccante sul quale società e tifosi hanno grandi aspettative. E proprio l’ex atalantino avvia un contropiede velocissimo del Como che però non si concretizza a causa di Maah, che, cercando il tocco a giro, calcia fuori a tu per tu con l’estremo difensore locale. Negli ultimi 10 minuti del match, però, è l’Alessandria a mettere alle strette il Como cercando la via del gol negato da una buona prestazione difensiva e da un superlativo Castelli, sempre più leader e affidabile.
Tutto sommato il Como guadagna un buon punto su un campo ostico, contro una formazione che, a nostro giudizio si è mostrata qualitativamente inferiore all’11 lariano e che si è affidata solo agli spunti di un ottimo Martini, decisamente il migliore in campo dei suoi. L’impressione è, però, che questo Como sia ancora un cantiere aperto, con un modulo non ancora definito e una formazione titolare ancora non del tutto sicura, almeno dalla metà campo in su.

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